Giorgio BOLONDI – Università degli Studi di Bolzano

Giorgio Bolondi ha svolto ricerca in Geometria Algebrica e in Storia della Matematica e da oltre vent’anni si occupa di insegnamento e apprendimento della Matematica. Ha collaborato alla scrittura delle Indicazioni Nazionali per i Licei, delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo di istruzione e del Quadro di Riferimento per le Prove INVALSI di Matematica. È stato presidente della Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica dell’UMI.

Titolo: La tecnologia nel curricolo di matematica, ieri e oggi.

Sommario: il curricolo di matematica è, tradizionalmente, uno dei più rigidi, con sequenze di argomenti organizzate sulla base  di esigenze logiche e funzionali. L’arrivo delle tecnologie digitali si inserisce quindi in un contesto molto strutturato dalla prassi didattica e dall’organizzazione stessa degli oggetti dell’apprendimento. Verranno seguiti alcuni filoni, sui nuclei fondanti, per riflettere su come le tecnologie potrebbero effettivamente impattare (si spera positivamente) sul modo in cui insegniamo la matematica, e sul modo in cui gli allievi la comprendono e la apprendono.


Pietro CORVAJA – Università degli Studi di Udine

Pietro Corvaja si è laureato in Matematica all’Università di Pisa nel 1989, ha conseguito il dottorato all’Universié P. et M. Curie (Parigi) nel 1995, è ricercatore all’Università di Udine dal 1995, professore ordinario dal 2005. Già membro dell’Institute for Advanced Study (Princeton), del Fields Institute (Toronto), dell’Institut mathématiqe de Jussieu (Parigi), svolge ricerche in teoria dei numeri e in geometria.

Titolo: Problemi inversi

Sommario: si presenterà il concetto di problema inverso, in ambito matematico e anche in un ambito più generale, e saranno affrontati numerosi esempi specifici provenienti dalla matematica, a partire dai problemi più classici.


Pietro DI MARTINO – Università degli Studi di Pisa

Pietro Di Martino è professore ordinario di didattica della matematica. Le sue ricerche si focalizzano sulle difficoltà in matematica e sul problem solving, con particolare riferimento al ruolo dei fattori affettivi. È stato Presidente della Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica. Da sempre si occupa della formazione insegnanti di matematica, sia in servizio che in ingresso, dei diversi livelli scolari.

Titolo: Una riflessione sul senso dell’educazione matematica in verticale.

Sommario: l’intervento condividerà una riflessione sul possibile scopo in verticale dell’educazione matematica nella scuola dell’obbligo, identificando obiettivi principali, necessità didattiche e difficoltà.


Simonetta DI SIENO – Mateinitaly

Simonetta di Sieno, già docente di Matematiche complementari presso l’Università degli Studi di Milano, si occupa di Storia della matematica italiana dopo l’Unità. Dal 1999 al 2010 ha insegnato presso il Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dal 2012 al 2017 ha diretto il Centro di ricerca “Matematita”. Dal 2018 è responsabile dei corsi MathUp di formazione per docenti di matematica della scuola pre-universitaria e dei Campionati junior di giochi matematici.

Titolo: Siamo seri. Si Gioca! Il gioco e la matematica tra regole e fantasia.

Sommario: nell’esperienza di molti, grandi e piccoli, il gioco, che si svolge nel cerchio magico del divertimento, dell’allegria e della fantasia, è agli antipodi della matematica, continente misterioso, legato a regole ferree, talvolta spaventoso. Pure, a cominciare dalle conte che spesso aprono le danze, i passi della matematica e quelli dei giochi si intrecciano, si inseguono, si perdono e si ritrovano, come scrivevano due amiche e colleghe, Paola Gallo e Cristina Vezzani, e in effetti il mondo del gioco e quello della matematica, apparentemente così distanti, rivelano affinità inaspettate. La matematica non è un gioco e il gioco non è matematica, ma tutte e due sono attività “straordinariamente ordinate” che si fondano sul fecondo rapporto tra regole e fantasia.


Daniele GOUTHIER – Edizioni Scienza Express Trieste

Daniele Gouthier, docente di Comunicare fisica e matematica alla Sissa di Trieste, direttore editoriale di Scienza Express edizioni, è formatore di insegnanti e autore, tra gli altri, di “Matematica fuori dalle regole” (Feltrinelli), “Scrivere di scienza” (Codice), “Dar la caccia ai numeri” (Dedalo) e “Matematica per giovani menti” (Dedalo).

Titolo: Matematica per pochi. Matematica per tutti.

Sommario: la scuola italiana riesce bene a formare studenti che sceglieranno di andare a studiare matematica o discipline matematicamente orientate. E’ molto più deficitaria nella formazione di quanti all’indomani dell’Esame di Stato dicono “la matematica non fa per me”. Molti di costoro hanno una preparazione e competenze ampiamente insufficienti. Le radici sono nella società e nelle famiglie, nella matematica e negli insegnanti. Dobbiamo porci il problema di come migliorare la preparazione dei futuri cittadini non orientati alla matematica.


Enrico GIANNETTO – Università degli Studi di Bergamo

Enrico Giannetto, laureato e ph. d. in fisica teorica, si è dedicato a ricerche di storia della scienza, filosofia della scienza e di storia della filosofia, per comprendere i fondamenti della fisica e le sue implicite concezioni della Natura. Attualmente è professore ordinario nel settore della Storia della Scienza e docente di Storia del pensiero scientifico, di Antropologia e Cosmologia, e di Fisica presso l’Università degli Studi di Bergamo, dove è pure coordinatore del Centro di Ricerca transdisciplinare ISHTAR. È autore di numerosi lavori di storia e filosofia della scienza e nel 2023 ha pubblicato Il primo libro di Fisica (Scholé, Brescia).

Titolo: La fisica quantistica, la matematica e il suo statuto epistemologico

Sommario: Sin dall’antichità, ma ancor più dalla nascita della scienza moderna, la matematica ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del sapere fisico. La matematica individuava la struttura ontologica della realtà fisica o la struttura gnoseologica della conoscenza come fondamento della fisica, dato a priori rispetto all’esperienza e agli esperimenti. La situazione è cambiata con le teorie della relatività, speciale (1905) e generale (1915), che avevano mostrato che la geometria (euclidea) non poteva più costituire un fondamento apriori della fisica. Con la fisica quantistica il problema del fondamento matematico a priori si è esteso praticamente a tutte le discipline matematiche, coinvolgendo anche l’algebra, l’aritmetica, la topologia, la teoria degli insiemi e anche la logica matematica. Il cambiamento del rapporto gerarchico fra matematica e fisica non è un problema epistemico riguardante solo la fisica, ma pone la questione più generale della natura della matematica, che si rivela una pratica storica, etnica, complessa, che ha assunto e assume una pluralità di differenti nature e di differenti statuti epistemologici e filosofici. La matematica è stata ed è di fatto, di volta in volta, una costruzione metafisico-ontologica, o gnoseologica, o una costruzione puramente logica o puramente formale o basata su un’intuizione sensibile o intellettuale o sull’immaginazione, o un linguaggio convenzionale o ideologico, o un linguaggio artificiale di simulazioni computeristiche, o una disciplina empirica o mista. Solo però una nuova matematica, come quella quantistica, che deriva dalle misure sperimentali fisiche può aspirare a una nuova connotazione ontologica a posteriori, rivelativa dell’immaginazione creatrice e poietica della Natura, non una mera pratica umana da comprendere antropologicamente.


Angelo GUERRAGGIO – Università dell’Insubria, Varese

Angelo Guerraggio è stato professore ordinario di Matematica Generale presso l’Universita’ dell’Insubria di Varese (dopo avere insegnato anche nell’Universita’ degli Studi di Milano e in quelle di Torino e di Pescara). Per molti anni ha svolto anche attività didattica presso l’Universita’ Bocconi di Milano, dove ha fondato e diretto fino al luglio 2025 il Centro Pristem. Attualmente è direttore responsabile della rivista mensile PRISMA. Nella sua attività di ricerca, si è occupato di programmazione non lineare ( scalare e vettoriale, smooth e nonsmooth) e di storia della matematica con particolare attenzione alla storia dell’Analisi e dell’Economia matematica in Italia nella prima metà del Novecento.

Titolo: Per un insegnamento storico della matematica

Sommario: Sono innumerevoli gli scritti che, occupandosi dei problemi dell’insegnamento e apprendimento della matematica, sottolineano l’utilità dell’introduzione di osservazioni di carattere storico, proprio ai fini dell’efficacia del messaggio didattico. In particolare stessa indicazione, a favore di un insegnamento storico della matematica, compare sostanzialmente in ogni documento ministeriale dedicato alla disciplina. Ad esempio, le recenti Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione ribadiscono che  “un importante contributo allo sviluppo della cultura matematico-scientifico-tecnologica è, inoltre, la contestualizzazione storica dei contenuti disciplinari“. Che cosa significa sottolineare l’importanza di un simile approccio? Che novità e conseguenze comporta una tale scelta? I docenti di matematica devono diventare degli storici e inserire nel loro insegnamento pure la storia del pensiero matematico? Queste sono le domande e i temi su cui il relatore si soffermerà in questo intervento, cercando delle indicazioni che risultino compatibili con la situazione attuale della scuola italiana e le tendenze in atto.


Alberto POLICRITI – Università degli Studi di Udine

Alberto Policriti ha conseguito la laurea in Matematica presso l’Università di Torino nel 1984 e il dottorato di ricerca in Informatica presso la New York University nel 1990, sotto la supervisione di Martin Davis. Attualmente è Professore di Informatica a Udine dove è anche Direttore del programma di eccellenza “Scuola Superiore di Toppo-Wassermann” dal 2019. È uno dei fondatori dell’Istituto di Genomica Applicata ed è stato membro, tra gli altri, dei comitati scientifici del Gruppo Nazionale di Calcolo Scientifico (Istituto Nazionale di Alta Matematica) e della European Association for Theoretical Computer Science.

Titolo: Da Turing a oggi: come è cambiata la computazione (e dove andrà)?

Sommario: Turing scrisse il suo celeberrimo lavoro del 1936, On computable numbers, with an application to the Entscheidungsproblem, utilizzando come caso di studio i numeri reali la cui sequenza di cifre fosse, in un senso preciso, computabile. L’obiettivo finale era a sua volta di natura prettamente matematica: risolvere il Problema della decisione (di un linguaggio logico) e formalizzare la nozione stessa di computabilità. Il contesto squisitamente e classicamente matematico in cui Turing invitava il lettore a valutare le sue proposte era semplice, stimolante e perfettamente adeguato allo scopo. Il successo della sua profonda analisi, e le molteplici ricadute che essa ha generato negli anni, sono oggi sotto i nostri occhi e, decisamente, non riguardano soltanto la matematica. Dai giorni in cui il giovane Turing scriveva il suo lavoro, la nozione di algoritmo e, più in generale, il concetto stesso di computabilità hanno cominciato a cambiare e, negli ultimi anni, si stanno muovendo velocemente in direzioni talvolta del tutto inaspettate, a partire dal significato che, nel linguaggio comune, si attribuisce a termini quali algoritmo, codifica e perfino teorema — significato spesso connotato negativamente. Verrà ripercorsa dunque, in modo sintetico, la strada tracciata da Turing. Partendo da “On computable numbers”, passando per l’altro scritto fondamentale del grande autore britannico — Computing machinery and Intelligence — e per la nozione di algoritmo randomizzato, si parlerà dell’evoluzione del concetto di computazione, dei suoi legami con i problemi di natura matematica e, per quanto possibile, delle sue prospettive future.