INTRODUZIONE
A. Buonocore, G. Gerla, L. Restuccia, C. Toffalori
Il presente volume, dedicato a “Dante e la matematica” nel settimo centenario della morte del Poeta (1321-2021), raccoglie gli interventi delle due giornate che hanno trattato l’argomento durante il Congresso Nazionale di Matematica 2021 della Federazione Italiana Mathesis: la prima, 27 novembre 2021, presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, la seconda, 4 dicembre 2021, presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Firenze. All’organizzazione hanno contribuito in modo fondamentale, oltre alle locali Università, anche le sezioni Mathesis di Verona e Firenze.
Le due sedi di Firenze e Verona rappresentano altrettante tappe fondamentali della vita di Dante, cittadino e poi esule, e ne confermano l’attenzione verso la scienza del suo tempo, e in particolare verso la matematica: l’aritmetica e la geometria come due delle arti del quadrivio, ma non solo.
Lo scopo di questa raccolta è duplice: anzitutto tributare un ulteriore omaggio a Dante come sommo Poeta ma anche, perché no?, come “cultore” della matematica, e soprattutto fornire ai docenti delle scuole secondarie spunti e materiale per laboratori, ricerche, tesine, esperienze didattiche interdisciplinari, a cavallo tra matematica e letteratura, basate proprio su passi di Divina Commedia, Convivio eccetera: accostare quindi Dante con gli occhi della matematica, e viceversa la matematica con gli occhi di Dante.
Il fascicolo è strutturato come segue.
L’articolo di apertura, di Luigi Dei, muove da un verso della Commedia “Diverse voci fanno dolci note” (Paradiso VI, 124), per ribadire l’esigenza di una visione unitaria della cultura, capace di superare contrapposizioni datate e ostinate tra scienza e umanesimo.
La prima sezione del fascicolo considera specificamente la matematica in Dante. La apre una presentazione generale dell’argomento da parte di Bruno D’Amore, cui seguono un contributo di Paolo Maroscia riferito specificamente alla geometria e al tema affascinante della presenza-assenza di figure come Euclide e Pitagora nella Commedia e nel resto dell’opera dantesca. Il successivo intervento di Vincenzo Vespri discute l’architettura, la geografia e la geometria dell’Inferno, che furono poi il tema di studi famosi del giovane Galileo tra il 1587 e il 1588. Carlo Toffalori riferisce i commenti e le ricerche che i matematici, a partire proprio da Galileo, e prima ancora da Brunelleschi, fino ai giorni nostri, hanno sviluppato sulla Commedia. Claudio Citrini discute specificamente i legami tra il pensiero di Dante, quello di Agostino e la matematica. A culmine e conclusione della sezione sta il contributo di Stefano Carrai, uno dei massimi esperti italiani di Dante, su certi aspetti numerologici e geometrici che emergono dalla sua poesia.
La seconda sezione estende il discorso al rapporto tra Dante e scienza. Autorevoli commentatori definiscono la Commedia come poesia della scienza: non poema didascalico, capace tuttavia di adoperare con scioltezza le conoscenze e le competenze del tempo, anche matematiche, in similitudini vivaci e penetranti. A introdurre l’argomento è stavolta l’articolo di Gian Italo Bischi, che sottolinea l’abilità di Dante come “comunicatore” della scienza, grazie ai suoi versi e alle sue prose. Di altre due arti del quadrivio collegate alla matematica, cioè musica e astronomia, e del modo in cui Dante le concepì e adoperò nella sua opera parlano i due successivi articoli, rispettivamente di Stefano Isola e Guido Risaliti. Di argomenti fisica trattano ancora i due successivi contributi: Leonardo Ricci spiega come Dante sembri intuire e anticipare il principio galileiano dell’invarianza dei moti; Riccardo Pratesi sottolinea alcune congruenze inaspettate tra la visione cosmogonica di Dante e certe teorie astrofisiche moderne.
L’ultima sezione tratta la matematica nell’arte, in particolare nell’architettura, ai tempi e nei luoghi di Dante. L’articolo di Beppe Conti la descrive a Firenze, Giuliana Breoni a Verona, Silvia Benvenuti in città e paesi visitati dal Poeta soprattutto nell’esilio, come la stessa Verona, Lucca e Ravenna.
A tutti buona lettura.
INDICE
– Introduzione
Una premessa
– Luigi Dei, «Diverse voci fanno dolci note»: la bellezza della cultura unitaria
La matematica in Dante
– Bruno D’Amore, La matematica nella Divina Commedia
– Paolo Maroscia, La geometria in Dante: tra Euclide e Pitagora
– Vincenzo Vespri, Dante e la struttura architettonica dell’Inferno
– Carlo Toffalori, Dante e i matematici
– Claudio Citrini, Dante, Agostino e la matematica
– Stefano Carrai, Implicazioni numerologiche e geometriche nella poesia di Dante
Dante e la scienza
– Gian Italo Bischi, Dante comunicatore della scienza
– Stefano Isola, Dante e la musica
– Guido Risaliti, L’astronomia nella Divina Commedia
– Leonardo Ricci, Ma non me n’accorgo: Dante e la sua intuizione dell’invarianza galileiana
– Riccardo Pratesi, Cosmogonie dantesche. Cronache insolite dal Paradiso
La matematica nei tempi e luoghi di Dante
– Silvia Benvenuti, La matematica nell’arte ai tempi e nei luoghi di Dante
– Giuliana Breoni, La Verona di Dante
– Giuseppe Conti, Passeggiate matematiche nei luoghi fiorentini di Dante
