Giovannina ALBANO (Università di Salerno)

Giovannina Albano è professore associato presso l’Università di Salerno. I suoi interessi di ricerca riguardano il problema dell’integrazione tra la tecnologia, in particolare l’e-learning, e la ricerca in didattica della matematica. È stata coordinatrice nazionale del progetto Prin 2015 “Digital Interactive Storytelling in Mathematics: a competence-based social approach”. È presidente dell’AIRDM (Associazione Italiana di Ricerca in Didattica della Matematica), membro della Commissione Scientifica dell’Unione Matematica Italiana (UMI) e responsabile del gruppo di lavoro DIGiMATH dell’UMI.

Titolo: Pratiche narrative in matematica: opportunità e sfide in ambienti didattici potenziati dalla tecnologia

Sommario: L’integrazione della tecnologia nella pratica didattica quotidiana può offrire la possibilità di rendere visibile e sfruttare ulteriormente una parte sostanziale del processo di insegnamento-apprendimento in corso, che altrimenti rimarrebbe nascosta. Discuteremo gli elementi chiave di un’organizzazione didattica potenziata dalla tecnologia in cui studenti e insegnanti sono impegnati in un’attività narrativa come processo di produzione di senso durante la risoluzione di problemi. Grazie alla tecnologia, le narrazioni co-costruite dai partecipanti possono essere rese evidenti, accessibili e sfruttabili come risorse didattiche, mostrando così la complessità e la ricchezza del processo di risoluzione dei problemi.


Pierpaolo ANTONELLO (University of Cambridge)

Pierpaolo Antonello è docente di letteratura e cultura italiane contemporanee all’Università di Cambridge (UK) e membro del St John’s College. Si interessa da anni del rapporto fra letteratura e scienza. Fra i suoi libri: Science and Literature in Italian Culture: From Dante to Calvino (Oxford, Legenda, 2004), con Simon Gilson; Il ménage a quattro. Scienza, filosofia e tecnica nella letteratura italiana del Novecento (Firenze, Le Monnier, 2005); Contro il materialismo. Le ‘due culture’ in Italia: bilancio di un secolo (Torino, Aragno, 2012), premio giuria Viareggio 2013. Con João Cezar de Castro Rocha ha inoltre pubblicato una lunga intervista con il filosofo francese René Girard, Origine della cultura e fine della storia (Milano, Cortina, 2003), tradotto in undici lingue. Dirige, assieme a Robert Gordon, la collana “Italian Modernities” per Peter Lang, Oxford.

Titolo: Ti con zero

Sommario: Le Cosmicomiche e Ti con zero vengono considerati come un libro doppio, parte di un medesimo progetto narrativo ed epistemologico. In realtà testimoniano una sorta di biforcazione dei procedimenti del pensiero scientifico che da una parte va in direzione dell’euforia creativa e immaginativa delle Cosmicomiche, e dall’altra si pongono all’interno di meccanismi di astrazione logica, e di procedimento ipotetico-congetturale propri dei “racconti deduttivi”. Lo sguardo cosmologico diventa afabulazione introspettiva. Nel mio intervento considererò le particolari modificazioni a livello sintattico e di récit in Ti con zero, nonché la particolare dimensione simbolica ed esistenziale di un racconto che cerca una impossibile riconciliazione con il destino entropico dell’universo e un conseguente sottile esorcismo della propria morte.


Gian Italo BISCHI (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)

Gian Italo Bischi, laureato in Fisica a Bologna nel 1984, è professore ordinario di Matematica per l’economia presso l’Università di Urbino. Ha pubblicato articoli e libri sui modelli dinamici e le loro applicazioni alla descrizione di sistemi complessi. Si occupa anche di divulgazione, in particolare sulle connessioni fra la Matematica e gli altri campi del sapere.

Titolo: Italo Calvino, ipotenusa tra culture ortogonali

Sommario: Calvino è forse l’autore del Novecento che in modo più evidente e sistematico è riuscito a gettare un ponte fra le “due culture”, esplicitando i molteplici rapporti tra letteratura e scienza e mettendo in pratica le sue riflessioni attraverso un vero e proprio programma di importanti e originali esperimenti narrativi. In questa relazione si cercano di identificare alcuni tratti di questo programma, oltre a identificare i tempi e le motivazioni della decisiva svolta nella produzione letteraria di Calvino dopo la quale la contaminazione fra narrazione e scienza si è fatta più marcata, quasi pervasiva.


Giorgio BOLONDI (Libera Università di Bolzano)

Sono Professore Ordinario di Matematica presso la Libera Università di Bolzano, dopo aver ricoperto la stessa posizione in precedenza presso l’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e il Politecnico di Milano.

La mia ricerca scientifica è iniziata nel campo della matematica, in particolare della geometria complessa. La mia tesi di dottorato all’Università di Nizza mi ha portato allo studio della geometria algebrica, in particolare alla classificazione delle curve proiettive. L’ultima parte di questa ricerca ha comportato uno studio di oggetti geometrici più grandi (superfici di spazi quadridimensionali e sottoschemi proiettivi bidimensionali).

Nello stesso periodo ho iniziato ad occuparmi di questioni storiche ed epistemologiche, in particolare relative a problemi didattici. Dal 2000 la mia ricerca è incentrata sull’insegnamento della matematica e sulla formazione degli insegnanti.

Titolo: Viaggiare sull’Integrale: la matematica dell’ingegner Zamjatin

Sommario: NOI di Zamjatin è il prototipo del romanzo distopico, un genere letterario che ha marcato la letteratura del ‘900. diventando quasi un simbolo del disagio del secolo. Al tempo stesso, è una finestra sull’immagine della matematica che gli scienziati del tempo avevano, immagine che proprio in quegli anni era stata scossa dalle diverse crisi fondazionali.


Ciro CILIBERTO (Università di Roma Tor Vergata)

Ciro Ciliberto è un cultore di geometria algebrica. Tra i suoi interessi anche la storia della matematica e la divulgazione scientifica. Ha insegnato presso le università di Lecce, Napoli ”Federico II” e Roma “Tor Vergata”, dove è stato ordinario di Geometria Superiore fino all’ottobre del 2020. Autore di vari testi didattici e di numerosi articoli di ricerca scientifica pubblicati su riviste italiane e straniere, unisce alla passione per la ricerca anche quella per la pittura e la scrittura.

Titolo: Lo sviluppo del pensiero proiettivo

Sommario: Lo spazio proiettivo si ottiene dallo spazio ”usuale” aggiungendo i ”punti all’infinito” delle rette, cioè le direzioni delle rette dello spazio. Questo crea un ambiente ”omogeneo” nel quale può risultare più comodo ”fare geometria”. La geometria proiettiva è lo studio delle proprietà dello spazio proiettivo. In questa conferenza cercherò innanzitutto di illustrare le origini del pensiero proiettivo, che risiedono nella storia dell’arte. Poi cercherò di spiegare come dei concetti proiettivi si siano impossessati i matematici, i quali nel corso dei secoli (a partire dal XVII secolo ad oggi) ne hanno fatto oggetto di una ricca e affascinante teoria.


Veronica GAVAGNA (Università degli Studi di Firenze)

Veronica Gavagna è professoressa associata di Matematiche Complementari presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Firenze. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia della matematica nei secoli XV e XVI con particolare riguardo alla tradizione euclidea e alla transizione dall’algebra retorica a quella simbolica. È stata tesoriere e membro del Consiglio Direttivo della Società di Storia delle Matematiche (SISM) e fa parte del comitato editoriale della Revue d’histoire des mathematiques e dell’Archive for History of Exact Sciences. È segretario-tesoriere dell’Edizione nazionale dell’opera matematica di Francesco Maurolico.

Titolo: Luca Pacioli: un ponte tra la cultura umanistica e il mondo dei “prattici”

Sommario: Sebbene la sua opera non sia ricca di risultati originali, Luca Pacioli, frate di Sansepolcro (1445-1517) fu certamente uno dei personaggi più importanti della storia della matematica umanistico-rinascimentale. Frate Luca fu infatti in grado di interagire efficacemente con le due tradizioni culturali che caratterizzavano il periodo e gli ambienti in cui visse: da una parte la tradizione erudita dei dotti e dei circoli umanistici, dall’altra la tradizione dei pratici, propria di quello strato culturale intermedio che raccoglieva in sé le professioni e le arti. Mentre i circoli umanistici, che spesso prosperavano all’ombra delle corti e dei mecenati, si dedicavano alla restitutio dei classici greci e latini, il mondo dei “prattici”, legato alle botteghe, agli arsenali, ai cantieri, etc. produceva essenzialmente una manualistica tecnica vernacolare, che nel caso della matematica era rappresentata della trattatistica d’abaco. L’opera principale di Pacioli – la Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità (1494) – rappresentò il riuscito tentativo di comporre un’enciclopedia del sapere matematico in grado di parlare sia ai dotti sia ai pratici, dosando abilmente sapere pratico e sapere speculativo e costruendo un linguaggio vernacolare sapientemente contaminato con il latino. La profonda novità della Summa, così come dell’intero corpus pacioliano, fu il sostanziale superamento della visione ancillare della matematica, ancora largamente predominante, grazie alla proposta di un programma di matematizzazione del sapere (basato essenzialmente sulla teoria delle proporzioni), che cominciò gradualmente ma inesorabilmente a diffondersi nella comunità scientifica, anche grazie alla rivoluzione tecnologica che stava cambiando per sempre i modi di trasmissione del sapere. Pacioli intuì immediatamente quali fossero le enormi potenzialità della nascente tipografia a caratteri mobili: la Summa fu infatti tra i primi libri matematici ad uscire dai torchi delle stamperie veneziane e conobbe una diffusione tanto capillare che ancora oggi è difficile trovare una biblioteca che non ne conservi una copia.

Bibliografia

  • A. Ciocci (a cura di), Pacioli: letture e interpretazioni, Biblioteca del centro studi “Pancrazi”, 2012
  • A. Ciocci, Luca Pacioli tra Piero della Francesca e Leonardo, Perugia, Aboca 2009.
  • A. Ciocci, Luca Pacioli e la matematizzazione del sapere nel Rinascimento, Bari, Cacucci 2003
  • E. Giusti, C. Maccagni (a cura di), Luca Pacioli e la matematica del Rinascimento, Città di Castello, Petruzzi 1998
  • E. Giusti, M. Martelli (a cura di), Pacioli 500 anni dopo, Perugia, Aboca 2009

Enrico GIANNETTO (Università di Bergamo)

Enrico Giannetto, laurea e Ph. D. in fisica teorica, è professore di Storia della Scienza presso l’Università di Bergamo. La sua ricerca si è concentrata perlopiù sulla storia e sulla filosofia della fisica quantistica e relativistica.

Titolo: Alfred North Whitehead, la relatività e la relazione tra matematica e Natura

Sommario: Alfred North Whitehead (1861-1947) è noto soprattutto come logico, matematico e filosofo, ma diede contributi molto rilevanti alla fisica, e in particolare alla teoria della relatività. Nelle ricerche legate alla relatività si confrontò con il problema di riscrivere una matematica per la Natura, abbandonando in qualche modo il logicismo matematico che aveva portato alla scrittura, con Bertrand Russell, dei Principia Mathematica (1911-1913), per abbracciare una sorta di fondazione fisica della matematica. Sviluppò così una teoria relazionale dello spazio e del tempo che si risolse nella trasformazione della geometria in una fisica crono-geometrica.


Angelo GUERRAGGIO (Università Bocconi – Università dell’Insubria)

Matematico e storico della matematica, Angelo Guerraggio insegna “Matematica Generale” all’Universita’ Bocconi. Nello stesso ateneo dirige il Centro Pristem. È direttore editoriale del mensile PRISMA.

Titolo: Viaggio nella storia della scienza italiana: quando i matematici si sono occupati anche di altre culture e di altri problemi

Sommario:  L’attenzione e i riferimenti alla storia della disciplina si rivelano un alleato prezioso nella didattica della matematica. Non solo la storia di grandi geni e di invenzioni che hanno segnato un’epoca ma anche la storia collettiva di un certo periodo o di un determinato contesto geografico, con i suoi momenti più alti e quelli di minor propulsione. Anche la storia della matematica italiana. Anche quella, più recente, degli ultimi 150 anni dopo l’Unità. Anche per mostrare come la matematica più vivace si situi al centro di una fitta e stimolante rete di relazioni con altre culture, scientifiche e non.


Marco LAZZARI (Università degli Studi di Bergamo)

Marco Lazzari è professore ordinario di Didattica e pedagogia speciale, Direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università di Bergamo. Autore di oltre cento pubblicazioni, fra cui il libro Informatica umanistica, adottato in più di cento corsi universitari.

Titolo:  Narrazione, multimedialità, digital storytelling in didattica


Gabriele LOLLI (Scuola Normale Superiore di Pisa)

Gabriele Lolli, 1942, si è laureato in matematica a Torino nel 1966, ha iniziato a studiare logica nel gruppo CNR di L. Geymonat e E. Casari ed è stato incaricato di Analisi I al Politecnico di Torino; dopo aver vinto il concorso nel 1975 ha insegnato Logica matematica a Salerno, Genova e Torino, fino al 2008 quando è diventato professore di Filosofia della matematica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Titolo: Capire la matematica con l’aiuto di Italo Calvino

Sommario: Ci soffermeremo su due concetti che compaiono nella consapevole impostazione strutturale della produzione di Calvino negli anni sessanta e che si possono assumere per analogia come descrizione di due pilastri della matematica contemporanea, il metodo assiomatico e le dimostrazioni formali. Infine consideriamo il ruolo creativo del mito, caratterizzato da Calvino come lo sforzo di sporgersi dagli estremi del linguaggio per esprimere ciò che ancora non ci sono parole per dirlo


Sandra LUCENTE (Università degli Studi di Bari Aldo Moro)

Sandra Lucente, insegna Analisi Matematica e studia le equazioni alle derivate parziali non lineari. Cura progetti didattici universitari e scolastici. Appassionata di arte e letteratura, ha sempre trovato rifugio nella scrittura. Dal 2007 tiene conferenze e laboratori di divulgazione in musei, festival della scienza, del fumetto, centri culturali. È attualmente presidente del Museo della Matematica del Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Scrive articoli di esposizione dei concetti matematici mediante narrazione e di storia della scienza. Collabora con il quotidiano La Repubblica Ed. Bari, Maddmaths, Ithaca, Nuova Lettera Matematica e Sapere. Autrice di libri di turismo matematico (Itinerari Matematici in Puglia, Itinerari Matematici in Basilicata per Giazira Scritture), per la casa editrice Dedalo è in uscita il nuovo testo: Quanti? Tanti!

Titolo: Calvino: quali idee per una settima lezione?

Sommario: Nelle Lezioni Americane non compaiono solo le sei caratteristiche proposte da Calvino per il nuovo millennio letterario. Una analisi dei sostantivi delle famose conferenze ci porta una lista di sotto-caratteristiche da cui si potrebbe scegliere il misterioso titolo della settima lezione mai pubblicata. Osando una proposta possiamo chiederci se si tratta di un ponte definitivo tra i saperi. In particolare questa ricerca della settima lezione può facilmente trasformarsi in un laboratorio da proporre in aula per conoscere Calvino e riflettere sulle caratteristiche del linguaggio dell’universo.


Paolo MAROSCIA (Sapienza Università di Roma)

Già professore ordinario di Geometria e Algebra presso la Sapienza Università di Roma, ha compiuto ricerche in Francia, negli Stati Uniti e in Canada e si è occupato soprattutto di problemi riguardanti la geometria algebrica e l’algebra commutativa. Ha fatto parte della Commissione Scientifica dell’UMI, della Commissione UMI-CIIM per l’Insegnamento della Matematica e del Comitato di Redazione della rivista “La matematica nella società e nella cultura”. Ha curato l’edizione italiana del libro di M. F. Atiyah e I.G. MacDonald: Introduction to Commutative Algebra, con l’aggiunta di un’Appendice (Feltrinelli, 1981), e del volume di M. Artin: Algebra (Bollati Boringhieri, 1997). Inoltre ha pubblicato i testi: Introduzione alla Geometria e all’Algebra lineare (Zanichelli, 2000) e Geometria e Algebra lineare (Zanichelli, 2002). Da molti anni è impegnato attivamente nel campo della formazione degli insegnanti e nel settore della divulgazione della matematica, e conduce inoltre studi e ricerche sui rapporti tra matematica e poesia. Dal 2015 al 2019 ha organizzato con Carlo Toffalori, Saverio Tortoriello e Gianni Vincenzi una serie di convegni, dedicati a insegnanti e studenti, proprio su matematica e letteratura. Da essi sono tratti 3 volumi pubblicati da UTET De Agostini.

Titolo: La matematica a scuola, come narrazione: alcune proposte concrete

Sommario: La matematica viene insegnata generalmente a scuola “ricalcando” le modalità delle lezioni universitarie: si tratta di una presentazione statica e impersonale, ispirata agli Elementi di Euclide, che contribuisce in gran parte alla disaffezione degli studenti verso la disciplina. Occorre dunque ripensare l’insegnamento della matematica non più come una forma di “comunicazione chiusa”, scandita unicamente da assiomi, definizioni, formule e teoremi, ma come una “narrazione aperta”, che faccia emergere in particolare il carattere dinamico e unitario della disciplina, oltreché il suo fascino nascosto. A tale riguardo, verranno illustrati alcuni “percorsi narrativi” da sviluppare in classe, destinati ad accrescere l’interesse e la curiosità degli studenti.


Domingo PAOLA (Centro di Ricerche Didattiche Ugo Morin)

Domingo Paola è stato docente di matematica e fisica nella scuola secondaria di secondo grado. Collabora con il Laboratorio di Didattica della Matematica del Dipartimento di Matematica dell’Università di Genova. È stato vicepresidente della CIEAEM, membro della CIIM e del Comitato scientifico per il miglioramento della qualità dell’insegnamento della matematica. Attualmente è presidente del Centro di Ricerche Didattiche Ugo Morin.

Titolo: Dialoghi con chatGPT per un approccio critico e consapevole alla conoscenza matematica

Sommario: La conoscenza matematica, in particolare quella pre-universitaria, si costruisce grazie a un sapiente intreccio di esperienze e racconti, che si condensano in formule e teorie. Sistemi di intelligenza artificiale generativa, come chatGPT, possono essere utilizzati come voci che si affiancano a quelle del docente e degli studenti per favorire un approccio più consapevole e critico alla conoscenza matematica.


Laura SERRA (Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo)

Laureata in Fisica presso l’Università degli studi di Milano e abilitata all’insegnamento di Fisica e Matematica nelle scuole superiori, ha ricoperto l’insegnamento di Matematica e Fisica nei licei e, con la qualifica di Cultore della materia, il ruolo di esercitatrice di Fisica Generale presso la Scuola di Ingegneria dell’Università degli studi di Bergamo.

Ha approfondito la storia della Fisica e, in particolare, la storia della strumentazione scientifica didattica, pubblicando diversi articoli riguardanti il Gabinetto di fisica del Liceo Paolo Sarpi di Bergamo, la sua strumentazione e i personaggi ad esso correlati.

Ha partecipato attivamente alla realizzazione di mostre, iniziative e progetti di valorizzazione del patrimonio storico scientifico, fra cui la realizzazione del Museo virtuale del Gabinetto di Fisica del Liceo Paolo Sarpi; è stata curatrice scientifica dell’esposizione permanente “Stupire, incuriosire, spiegare. L’insegnamento della fisica nelle scuole bergamasche dell’Ottocento” realizzata dal Museo di Scienze Naturali E. Caffi di Bergamo.

Referente per la sezione di Fisica dell’Associazione didattica naturalistica (ADN) del Museo di Scienze naturali E. Caffi di Bergamo

Socia attiva dell’Ateneo di Scienze lettere e Arti di Bergamo nella Classe di Scienze Fisiche ed Economiche.

Titolo: Gli strumenti didattici antichi: un’occasione per avvicinare gli studenti alla storia della scienza

Sommario: L’esposizione di strumenti didattici antichi di fisica “Stupire, incuriosire spiegare” nelle sale del Museo di Scienze naturali E. Caffi di Bergamo offre la possibilità di proporre alle scuole visite guidate in cui presentare la storia della scienza come un racconto affascinante che ha come protagonisti non solo i personaggi, ma anche gli strumenti stessi, che diventano il tramite per raggiungere, attraverso gli occhi, la mente degli studenti e stimolarne la curiosità. 

Gli strumenti esposti provengono dal Gabinetto di Fisica dall’antico Collegio Mariano, divenuto, in seguito alle vicende storiche del territorio bergamasco, Liceo classico Paolo Sarpi. Il Gabinetto di fisica fu fondato nel 1784 dal matematico Lorenzo Mascheroni, insegnante di Filosofia naturale nel Collegio Mariano e convinto fautore dell’insegnamento sperimentale delle scienze.

Visita all’esposizione “Stupire, incuriosire, spiegare. L’insegnamento delle scienze nelle scuole bergamasche dell’Ottocento”

Sunto: Gli strumenti esposti nelle sale del Museo di Scienze naturali E. Caffi di Bergamo provengono dal Gabinetto di Fisica dall’antico Collegio Mariano, divenuto, in seguito alle vicende storiche del territorio bergamasco, Liceo classico Paolo Sarpi. Alcuni strumenti, fra i quali una pompa pneumatica unica nel suo genere, leve, guide a forma di cicloide, risalgono alla fine del Settecento; altri, di epoca ottocentesca, testimoniano l’evoluzione della fisica, in particolare nell’ambito dell’elettricità.


Massimo SQUILLANTE (Università degli Studi del Sannio)

Massimo Squillante è stato professore ordinario di Metodi Matematici per l’Economia presso l’Università del Sannio. Su questi argomenti è autore di numerosissimi articoli su riviste internazionali. Collabora all’edizione di alcuni di questi giornali. Ha partecipato a svariati progetti di ricerca nazionali e internazionali. Fa parte del consiglio direttivo dell’AMASES (Associazione per la Matematica Applicata alle Scienze Economiche e Sociali).

Titolo: Coerenze: da Calvino a de Finetti, un percorso concettuale interdisciplinare.

Sommario:
Il concetto di coerenza, oltre a essere al centro di una lezione americana (incompiuta) di Italo Calvino, è cuore del trattamento dell’incertezza di Bruno de Finetti. Ed è anche, attraverso il binomio consonanza/dissonanze, elemento caratterizzante della composizione musicale.


Carlo TOFFALORI (Università di Camerino)

Carlo Toffalori è stato professore ordinario di Logica Matematica presso l’Università di Camerino.
Si interessa di teoria dei modelli e algebra, ma anche del rapporto tra matematica e letteratura e più in generale della comunicazione della matematica. Ha scritto vari libri su questo tema. Cura poi da qualche anno la rubrica di Mateletteratura della rivista Prisma.

Titolo: Città invisibili e città matematiche

Sommario: Tra le Città invisibili di Calvino, ma anche tra quelle descritte dallo scrittore in altre opere come La taverna dei destini incrociati, provo a indicarne alcune che più delle altre, per motivi disparati, si venano di matematica. Le confronto con analoghe città della storia e della fantasia, al di fuori dei racconti e dei romanzi di Calvino. Riflettendo poi sulla vita e sul pensiero di grandi matematici degli ultimi secoli, in particolare Grothendieck, mi domando se la matematica e la scienza non siano per natura apolidi, dunque senza patria. Propongo queste riflessioni come spunto per un possibile laboratorio a cavallo tra matematica, arte e letteratura per le scuole secondarie di secondo grado.


Rosetta ZAN (Università di Pisa)

Rosetta Zan è stata docente di Didattica della Matematica all’Università di Pisa, Presidente della CIIM, e membro del CSN per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali. Svolge ricerca nel campo delle difficoltà in matematica, del problem solving, della formazione insegnanti. Sul tema dei problemi ha pubblicato I problemi di matematica. Difficoltà di comprensione e formulazione del testo (Carocci, 2016). 

Titolo: Dimensione logica e dimensione narrativa nei problemi scolastici: una relazione difficile… con un lieto fine

Sommario: Nell’attività con i problemi scolastici la ricerca ha riconosciuto il ruolo cruciale del processo di comprensione del testo, condizione preliminare per il processo di soluzione: molti studi suggeriscono che alcune risposte apparentemente assurde date dagli allievi sono dovute proprio alla mancanza di un’appropriata rappresentazione della situazione descritta nel problema (la ‘storia’). Nel seminario verrà evidenziata la responsabilità della formulazione del testo, poco attento alla dimensione narrativa del problema e soprattutto all’integrazione fra dimensione narrativa e dimensione logica, e verrà proposta una tipologia di problema – il problema storia – che integra tali dimensioni, favorendo quindi il processo di comprensione.


Paolo ZELLINI (Università di Roma Tor Vergata)

Paolo Zellini, matematico di formazione, ha studiato, insegnato e svolto attività di ricerca a Roma, a Pisa, a Udine e presso il Department of Computer Science della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Pa. Dal 1989 al 2016 è stato professore ordinario di Analisi Numerica presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Roma Tor Vergata, dove è ora docente onorario col titolo di Docens Turris Virgatae. Si è occupato di algebra lineare numerica, di calcolo matriciale, di complessità degli algoritmi e di ottimizzazione numerica. Si è pure interessato al significato delle sue ricerche in un quadro storico e teoretico esteso alla filosofia e alla letteratura. Ha tenuto seminari e cicli di lezioni in Svezia, a Mosca, a Pittsburgh, a Tunisi e a Ismailia. Ha pubblicato presso Adelphi Breve storia dell’infinito, 1980 (premio Viareggio opera prima, tr. in spagnolo, Siruela, 1991; tr. in inglese, Penguin, 2004; tr. in tedesco, Beck, 2010; tr. in turco, Dost, 2009); La ribellione del numero, 1985 (tr. in spagnolo, Sexto Piso, 2007); Gnomon, una indagine sul numero, 1999; Numero e logos, 2010 (premio SEFIR 2011, tr. in spagnolo, Acantilado, 2018); La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini, 2016 (premio Merck 2017, menzione d’onore; tr. in inglese, Penguin, 2020; tr. in rumeno, Humanitas, 2018); La dittatura del calcolo, 2018; Discreto e continuo, 2022; Il teorema di Pitagora, 2023. È coautore del trattato Complessità e iterazione numerica, Bollati Boringhieri, 2013. Collabora con le pagine culturali del Corriere della Sera, ed è cofondatore del Centro Interdipartimentale per lo Studio delle Forme del Pensiero Antico presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Titolo: Miti matematici

Sommario: Le origini della matematica risalgono a diverse culture in cui il pensiero esatto si intrecciava in vari modi con motivi di carattere mitico, religioso e rituale. Figure come Prometeo e Palamede in Grecia, o come i rishi della tradizione vedica, erano coinvolte a diverso titolo nelle prime indagini sulle leggi dell’aritmetica e della geometria. Da qui ha avuto inizio una forma di ratio calcolante che avrebbe avuto importanti conseguenze per la storia e la genealogia dei concetti matematici, dall’antichità fino ai giorni nostri.